La discussione sulla Legge di Bilancio 2027 si concentra sulla riduzione dell’IRPEF, sulle agevolazioni fiscali per i proprietari immobiliari, sulla cedolare secca e su altri incentivi tributari. Ancora una volta, però, manca un intervento concreto a favore delle famiglie che vivono in affitto.
Gli inquilini rischiano di essere i grandi esclusi della prossima manovra economica, nonostante l’aumento costante dei canoni di locazione, delle spese energetiche, dei costi condominiali e del costo della vita. Non si parla di Fondo per gli affitti, per la morosità incolpevole, per l’edilizia pubblica.
A rendere ancora più evidente questa disparità è il fatto che le detrazioni fiscali riconosciute agli inquilini sono rimaste sostanzialmente invariate per oltre venticinque anni.
Attualmente, per i contratti a canone concordato, la detrazione è pari a 495,80 euro annui per i contribuenti con reddito fino a 15.493,71 euro e a 247,90 euro annui per quelli con reddito fino a 30.987,41 euro.
Per i contratti a canone libero le detrazioni sono addirittura di soli 300 euro e 150 euro annui.
Importi del tutto inadeguati rispetto alla realtà economica attuale.
Secondo i nostri calcoli sulla base dell’inflazione cumulata registrata negli ultimi venticinque anni, pari a circa il 63%, tali detrazioni dovrebbero oggi essere almeno pari a:
• 808 euro anziché 495,80 euro per i contratti a canone concordato e redditi fino a 15.493 euro;
• 404 euro anziché 247,90 euro per i contratti a canone concordato e redditi fino a 30.987 euro;
• 489 euro anziché 300 euro per i contratti a canone libero e redditi fino a 15.493 euro;
• 245 euro anziché 150 euro per i contratti a canone libero e redditi fino a 30.987 euro.
Anche le soglie di reddito che danno diritto alle detrazioni risultano ormai superate.
Se fossero state aggiornate all’inflazione, il limite di 15.493 euro dovrebbe oggi corrispondere a circa 25.250 euro, mentre quello di 30.987 euro dovrebbe attestarsi attorno ai 50.510 euro.
In pratica, lo Stato continua a utilizzare parametri economici fissati all’inizio degli anni Duemila, ignorando la perdita di potere d’acquisto subita dalle famiglie in locazione.
Per queste ragioni il SUNIA chiede che la Legge di Bilancio 2027 preveda:
• il rifinanziamento stabile e strutturale del Fondo Sostegno Affitto;
• il rifinanziamento del Fondo per la Morosità Incolpevole;
• l’aggiornamento delle detrazioni fiscali per gli inquilini;
• l’adeguamento delle soglie di reddito oggi ferme da oltre due decenni;
• un piano straordinario per aumentare l’offerta di alloggi pubblici e a canone sostenibile.
Non è accettabile che si continuino a prevedere agevolazioni e incentivi per il mercato immobiliare senza destinare adeguate risorse a chi affronta ogni mese il costo di un affitto sempre più gravoso.
La casa è un diritto fondamentale e la politica abitativa nazionale non può continuare a trascurare milioni di famiglie, giovani, lavoratori e pensionati che vivono in locazione.
La Legge di Bilancio 2027 rappresenta un’occasione decisiva per correggere una disparità ormai evidente e restituire equità fiscale, sostegno economico e sicurezza abitativa agli inquilini italiani.
Franco Bravo
Segretario Regionale SUNIA

