Mentre aumentano l’inflazione, il costo della spesa alimentare, dei carburanti, delle bollette e degli affitti, cresce anche il numero delle famiglie che non riescono più a sostenere il peso delle spese quotidiane. Pensionati, lavoratori dipendenti, giovani coppie e famiglie a reddito medio-basso vedono ogni mese ridursi il proprio potere d’acquisto e, sempre più spesso, sono costretti a scegliere tra pagare l’affitto, fare la spesa o affrontare le altre necessità essenziali.
In questo quadro già drammatico, accogliamo positivamente l’annuncio di ARTE,all’evento promosso da Confartigianato,secondo cui entro giugno 2027 sarà disponibile circa un centinaio di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Ma questo non basta.
Se nel 2027 saranno pronti nuovi alloggi popolari, il Comune della Spezia deve pubblicare immediatamente un nuovo bando ERP per formare una graduatoria aggiornata. L’ultimo bando risale al 2023 e, dopo tre anni di inflazione, rincari e impoverimento delle famiglie, non rappresenta più adeguatamente i bisogni abitativi della città.
Non è accettabile arrivare all’assegnazione di nuovi alloggi senza avere già individuato con largo anticipo, attraverso procedure pubbliche e trasparenti, le famiglie che ne hanno diritto.
I numeri confermano la gravità della situazione. Nella provincia della Spezia risultano ben 596 alloggi ERP non assegnabili perché necessitano di lavori di manutenzione e recupero, e 2500 alloggi privati sfittiù,mentre centinaia di nuclei familiari aspettano una risposta concreta. Una condizione paradossale e inaccettabile: case pubbliche e private vuote da una parte e cittadini in difficoltà dall’altra.
A tutto questo si aggiunge la progressiva riduzione degli alloggi destinati ai residenti, causata dalla crescita degli affitti brevi turistici che sottraggono abitazioni al mercato della locazione ordinaria e contribuiscono all’aumento dei canoni.
Non è più tollerabile che centinaia di alloggi restino inutilizzati mentre aumentano il disagio abitativo, la povertà e il rischio di sfratti per morosità incolpevole.
Per il SUNIA occorre una risposta immediata:
• pubblicazione urgente di un nuovo bando ERP;
• formazione di una graduatoria aggiornata prima della disponibilità dei nuovi alloggi;
• accelerazione del recupero dei 596 alloggi ERP oggi inutilizzabili;
• rifinanziamento del Fondo sostegno affitti e del Fondo per la morosità incolpevole;
• un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica e sociale;
• regolamentazione degli affitti brevi nelle aree ad alta tensione abitativa;
• misure efficaci contro il caro vita, il caro energia e il continuo aumento dei costi per le famiglie.
La casa non può diventare il nuovo fattore di impoverimento sociale. Senza un intervento immediato delle istituzioni locali e nazionali, migliaia di cittadini rischiano di essere esclusi da un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione.

