Bravo risponde a Peserico e Teja: di quali soluzioni parlano i consiglieri comunali?

MarcoSUNIA

Franco Bravo; Segretario Regionale SUNIA Liguria: “Desidero ringraziare i consiglieri Peserico e Teja per l’attenzione dedicata al tema della casa, che rimane una delle questioni sociali più urgenti nella nostra città. Proprio per questo è fondamentale mantenere il confronto sul piano dei dati reali e delle politiche necessarie, senza confondere interventi utili con una strategia complessiva di inclusione abitativa.
La posizione del SUNIA è chiara e coerente: la rigenerazione urbana è positiva solo quando si accompagna a politiche abitative inclusive, capaci di garantire il diritto alla casa per tutti. È esattamente ciò che ho dichiarato nei giorni scorsi.
Per questo le osservazioni dei consiglieri meritano una risposta basata sui dati reali della città.
A La Spezia 2.082 famiglie sono attualmente in graduatoria in attesa di un alloggio popolare. Si tratta di un numero che da solo descrive la portata dell’emergenza abitativa. Gli interventi citati dai consiglieri – pur utili – non incidono minimamente sulla riduzione delle liste d’attesa, che continuano a crescere.
Tra le famiglie in graduatoria, 515 hanno un ISEE inferiore a 3.000 euro, quindi vivono sotto la soglia di povertà assoluta. Per queste persone il mercato privato non è una possibilità: né il canone concordato né le agevolazioni fiscali possono colmare un divario economico così profondo. Senza un alloggio pubblico, queste famiglie non hanno alternative.
Il SUNIA segnala che abbiamo 566 alloggi popolari sfitti e di questi almeno 100 sono di proprietà del Comune della Spezia. Questo dato è decisivo: prima di parlare di nuove costruzioni o di housing sociale realizzato da privati, è indispensabile recuperare e assegnare ciò che già esiste.
I consiglieri ricordano che il Comune non può obbligare i proprietari privati a locare i loro immobili sfitti. È vero. Ma il Comune può avere una politica per aiutare chi fra i circa 2000 proprietari, che possiedono case vuote, sarebbero disponibili ad affittare ma non hanno le risorse per mettere a norma gli immobili. Ma soprattutto, il limite di non poter obbligare ad affittare riguarda i privati, non il patrimonio comunale, che deve essere pienamente utilizzato.
Ciò che citano i consiglieri sono interventi frammentari, utili, ma non risolutivi.
Non incidono sulla domanda delle 2.082 famiglie che attendono un alloggio popolare. Non incidono sulle 515 famiglie in povertà assoluta. Non incidono sul fatto che oltre 100 alloggi ERP comunali sono ancora inutilizzati. E non incidono sui 566 alloggi popolari complessivamente sfitti tra Comune e ARTE.
La rigenerazione urbana, da sola, non è una politica abitativa.
Il SUNIA non ignora gli interventi del Comune: li valuta per ciò che sono. Ed oggi serve una riflessione sulla città sul suo futuro su come governare uno sviluppo rispetto al quale siamo in ritardo.
Non è ingiusto dire che l’amministrazione non ha dato risposte: è ingiusto sostenere che le risposte date siano sufficienti.”